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COSA VUOI FARE DA GRANDE?

COSA VUOI FARE DA GRANDE?

Una domanda ricorrente, questa. Apparentemente semplice e innocua. Ma sappiamo realmente rispondere con serenità e determinazione? Un orientamento adeguato sicuramente semplifica questo dubbio.

In prossimità del termine della Scuola Superiore, il primo quesito è se affacciarsi immediatamente al mondo del lavoro o continuare un percorso formativo.  Non esiste una scelta giusta “in assoluto”, ma esiste una scelta giusta per te. Serve uno sguardo dall’alto che sappia descriverti il mondo del lavoro o della formazione, illuminandoti sulle rispettive difficoltà, sui possibili traguardi o sulle aspettative. 

Un buon orientamento parte dalla comprensione delle tue PASSIONI, un faro nella scelta del proprio futuro professionale, elemento fondamentale e con un grande potere trainante. 

Come puoi, dunque , sfruttare al meglio la tua passione  per realizzare il tuo futuro nel mondo del lavoro? Comprendendo quali sono le tue ATTITUDINI.

Approfondisci  quali sono le competenze che verranno richieste nel mondo del lavoro, quali sono tutti i possibili scenari legati alla tua passione e quali le competenze formative.
Per rendere concreta e soprattutto soddisfacente questa proiezione, non dimenticarti di verificare se possiedi tutte quelle attitudini o soft skills proprie del percorso che hai intenzione di intraprendere.

Chi può aiutarti ad approfondire queste riflessioni?

Scuola e imprese sono determinanti in un percorso di orientamento, anche se spesso accade che non sappiano parlare tra di loro. La scuola insegna e trasmette il passato, le imprese vivono il presente economico e i giovani vedono e immaginano il futuro.

Per fare orientamento, dunque, è necessario farlo in maniera INNOVATIVA. Sono cambiati i temi di discussione, gli scenari lavorativi, le ambizioni personali. I giovani di oggi hanno bisogno di essere orientati al loro futuro professionale, ma devono necessariamente avere un interlocutore che sappia parlare lo stesso linguaggio e che sappia semplificare la visione del suo futuro in modo innovativo.

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I nuovi orientatori devono essere visionari e devono saper guardare a contesti internazionali perché i giovani di oggi sono cittadini globali. Orientamento è individuare l’attitudine, trasformala in competenze, traducendola in opportunità di crescita professionale e soddisfazione personale.

Creare un collegamento coerente e continuativo tra scuola, imprese e giovani e farlo in modo innovativo è la nuova sfida per un orientamento di successo. In questo contesto emerge l’evento Smart Future Academy un progetto innovativo e gratuito per le scuole e i giovani  grazie al sostegno di enti ed istituzioni, pubbliche e private. Viene offerta la possibilità di ascoltare SPEAKER selezionati da un autorevole Comitato scientifico che, parlando della loro esperienza  offrono ai giovani spunti di riflessione, di miglioramento e di orientamento. Il valore aggiunto è l’attività concreta che viene offerta a tutti i giovani partecipanti con la possibilità di un confronto one-to-one con gli speaker e Workshop Smart organizzati dai partner, con attività didattiche e formative. 

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Valory sarà presente a questo grande evento dedicato ai giovani e al loro futuro:  ti aspettiamo al workshop smart Brescia e potrai partecipare al #DREAMS4FUTURE, un contest unico ed entusiasmante che ti permetterà di realizzare il tuo sogno, se dimostrerai di essere un vero V-YOUNG e di crederci veramente e appassionatamente!

Scrivi, disegna, fotografa, fai un video che ci faccia capire qual è la tua più grande aspirazione, raccontaci da cosa nasce la tua passione ed emozionaci con il tuo racconto; aspettiamo il tuo materiale al nostro stand al Brixia Forum di Brescia  il 12 febbraio o direttamente su VALORY APP  #dreams4future .

Scarica VALORY APP e leggi il regolamento per partecipare!

L’orientamento è una cosa seria, perché apre il cassetto dei tuoi sogni, non sottovalutarlo mai!

Scritto da Linda Lato

UN ANNO DI VALORY

UN ANNO DI VALORY

Oggi festeggiamo spegnendo la prima candelina di Valory e vogliamo farlo con voi, ricordando la strada fin qui percorsa e raccontandovi il futuro che vediamo.

  • Un importante passo è stato fatto consolidando la partnership con il CNOP grazie al dott. Calvani, il team di Psicologi dal Friuli Venezia Giulia è approdato ad ovest tra Trentino , Veneto ed Emilia Romagna e al suo interno si è costituito il valory@school team con un progetto dedicato all’orientamento nelle scuole superiori che vede il proprio avvio in questi giorni presso alcuni Istituti della regione FVG, come il Liceo Percoto e il Liceo Copernico con il progetto JOB4YOUNG
  • Siamo diventati membri di Confindustria Udine entrando in contatto con nuove realtà imprenditoriali, ma sempre parlando di imprenditoria ricordiamo l’attenzione che ci è stata dedicata dalle socie  AIDDA FVG e l’incontro con AnimaImpresa con la quale abbiamo condiviso i valori della CSR
  • Come non ricordare i V-partners che si sono uniti alla nostra famiglia come Soft Skills Academy che ci supporta per far acquisire le competenze trasversali ai nostri V-Youngs o ancora la Scuola della Pizza di Udine dove l’arte del fare la pizza si apprende direttamente dal campione del mondo della pizza napoletana 2019 Lorenzo Collovigh o ancora Istituto Moda Sgrigna di Roma dove l’arte di fare moda diventa stile di vita.
  • Anche le Istituzione si sono dimostrate attente interlocutrici come il Comune di Udine che ha supportato la convenzione con lo IAL per avviare il programma operativo della Regione FVG Attiva Giovani – Multimedia Talent Lab, co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo, e ancora il Comune di Pagnacco, Colloredo di Montealbano e il Comune di  Bologna. 
REALTA

Valory cresce, muta, scalpita come un adolescente che non vede l’ora di diventare grande, per conoscere il futuro, per dimostrare la sua identità e tutta questa energia tutto il Team la trasforma in contenuti di valore per nutrire i nostri ValorYoungs che ci chiedono ogni giorno punti di riferimento per orientarsi in un mondo in continua trasformazione. 

Tanta strada è stata percorsa, ma tanti sono ancora gli obiettivi e i traguardi che vogliamo raggiungere: continueremo a supportare le passioni dei giovani, a creare strumenti per rafforzare le loro abilità e la  consapevolezza in loro stessi, cercheremo nuovi Jr-Ambassador per raccontare storie emozionanti che possano ispirare i propri coetanei, ma  apriremo le porte anche a nuovi allenatori di passioni in categorie come lo sport, il food, la fotografia, selezioneremo “il meglio di” nel panorama aziendale italiano e non solo, per offrire opportunità concrete alla V-Generation dando sostanza al progetto BEVALORYFRIENDLY (be Social be Responsible be Valory)

Se vuoi far parte anche tu della VALORY FAMILY scrivici  a hello@valoryapp.com 

 

Grazie a tutti dal Team VALORY 

 
COME INNAMORARSI DELLO STUDIO – intervista a Massimo De Donno Soft Skills Academy

COME INNAMORARSI DELLO STUDIO – intervista a Massimo De Donno Soft Skills Academy

Il MIUR a luglio 2019 ha pubblicato i dati relativi alla dispersione scolastica. Il report ci informa che sono circa 130.000 gli studenti che hanno abbandonano la scuola, riferendosi all’anno scolastico 2016/2017 e al passaggio 2017/2018. Il fenomeno della dispersione scolastica si presenta in diminuzione rispetto al passato, ma i numeri ai quali ci riferiamo sono comunque altissimi.

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La mancanza di un metodo di apprendimento efficace può rappresentare una grande variabile nel proseguire gli studi. Ne abbiamo parlato con Massimo De Donno, esperto di apprendimento, ideatore del corso “Genio in 21 giorni”, della scuola di formazione “Soft Skill Academy” e ora PARTNER di VALORY.

Costruire il proprio metodo di studio ha ripercussioni positive in tutti gli ambiti della propria vita. La mancanza di un giusto approccio, di un metodo mirato potrebbe portare, ad esempio, all’abbandono degli studi che rimanda al problema della dispersione scolastica e la conseguente possibilità di precludersi possibilità. Non avere metodo può portare a sentirsi inadeguati all’apprendimento di una materia o all’impegno scolastico

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Come nasce il progetto “Genio in 21 giorni”?

“Genio in 21 giorni” è il titolo di un manuale, edito da Sperling & Kupfer, pubblicato nel 2012 e tradotto in più lingue. All’epoca, questo manuale, rappresentava lo stato dell’arte sulle tecniche di apprendimento: tecniche di memoria, lettura veloce, mappe mentali. Aveva lo scopo di diffondere a quante più persone possibile la conoscenza e l’utilizzo di questi strumenti che tutti dovrebbero avere a disposizione sin dai primi anni di scuola. Una cassetta degli attrezzi che, per chi studia, aiuta ad aprire porte e a mettere “luce” dove diversamente ci sarebbe oscurità. 

Questo progetto nasce dunque come un corso sulle tecniche di apprendimento che poi, negli anni, si è trasformato. I migliaia di allievi che abbiamo in tutta Italia ci hanno mostrato come sia necessario ricavare un proprio metodo di studio e questo è diverso dalla semplice conoscenza di una “tecnica” di studio.

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Come al nostro cervello piace “imparare” le informazioni?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo iniziato un lavoro di ricerca, affiancati da scienziati e coordinati dalla Prof.ssa Emilia Costa, Professore Emerito all’Università di Roma “La Sapienza”, per molti anni titolare della Prima Cattedra di Psichiatria, e autrice di oltre 400 pubblicazioni scientifiche. Abbiamo individuato test utili a far emergere alcune caratteristiche dell’allievo sulla base delle quali possiamo, successivamente, costruire un metodo di studio personalizzato. Tante volte abbiamo sentito che il metodo di studio è soggettivo e questo ha indotto molti di noi a pensare di doverlo cercare in autonomia. In realtà la ricerca, oggi molto attiva in questo ambito, ci dice che abbiamo moltissimi strumenti a disposizione. Le nostre attività si giovano inoltre della preziosissima collaborazione dei ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che da anni svolgono studi sulle tecniche di apprendimento, i cui risultati abbiamo testato e trasferito ai nostri formatori e tutor per diffondere questi strumenti a quante più persone possibile, migliorando i loro risultati nello studio.

Perché 21 giorni?

Un chirurgo plastico statunitense, Maxwell Maltz, pubblicò negli anni 50 un testo chiamato “Psicocibernetica”. Secondo questa teoria, così come i suoi pazienti per abituarsi ai loro nuovi tratti somatici dopo un intervento chirurgico impiegavano un tempo di 21 giorni, così il nostro cervello ha bisogno di questo tempo per integrare una nuova abitudine e creare un automatismo. Questo tempo è stato confutato negli anni da studi successivi, ma rimane un saggio e spiega che se ci si applica per un tempo sufficientemente lungo in una materia, in qualsiasi campo, prima o poi questa diventa una nostra abilità, un nostro automatismo.

Un’ attività che inizialmente costa fatica, perché ti devi applicare, successivamente diventa automatica, come ad esempio guidare o sciare: “21 giorni” rappresenta, dunque, un tempo ragionevole, ma anche sfidante.

Chi vive questa “esperienza” vive, in momenti diversi, un effetto “sorpresa” legato al senso di soddisfazione di riuscire a far qualcosa che prima sembrava impossibile. 

Qual è lo scopo di questo corso?

Il nostro allievo segue un percorso che, di fronte a qualunque tipo di obiettivo legato all’apprendimento, lo rende capace di organizzare un protocollo, una procedura di quello che dovrà fare per poter realizzare quel risultato con il minor dispendio di energie possibile. Si acquisisce una vera e propria capacità nel pianificare, organizzare, elaborare e comprendere le informazioni, potendole ricordare nel breve e lungo termine. A livello emozionale si torna ad innamorarsi dello studio.

A chi è rivolto questo corso?

Il corso è rivolto a tutti: per chi studia, ovviamente, il vantaggio è lampante perché è possibile studiare in meno tempo e con meno fatica ottenendo risultati migliori. Abbiamo, però, anche moltissimi professionisti o lavoratori.

Il metodo di studio si adatta a qualunque tipo di obiettivo o materia in modo efficace. 

Esiste una metodologia unica o è personalizzabile?

Esistono parti del corso che sono fatte in aula, hanno quindi tempi ben precisi. La seconda parte del corso è svolta con approccio one- to- one”, con un preparatore personale che è una persona formata appositamente per preparare l’allievo a crearsi un metodo di studio personalizzato e raggiungere gli obiettivi che si era prefissato iscrivendosi al corso.

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Quanto conta l’atteggiamento nell’apprendimento?

Una delle parti introduttive del corso guida a riscoprire quali sono le caratteristiche che rendono il bambino così straordinario nell’apprendimento e si scopre che sono tutte collegate all’atteggiamento.
Riscoprire il giusto atteggiamento nei confronti dell’apprendimento è un fattore di grande apertura. Chi pensa di non essere portato per una determinata materia, deve risolvere due difficoltà: la difficoltà intrinseca alla materia, ma anche uno stato mentale negativo che preclude di usare al massimo le proprie capacità.

Qual è il valore aggiunto rispetto ad altri corsi simili

L’insegnamento delle tecniche, per quanto possa essere utile, non è sufficiente. Quello che ci contraddistingue è la personalizzazione del metodo. Siamo l’unica azienda che fa corsi sull’apprendimento in collaborazione con il CNR avendo la possibilità di divulgare ai nostri allievi risultati inediti di queste ricerche.

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Come si sviluppa l’attivazione della Soft Skills Academy?

A parte il corso sull’apprendimento che risolve il problema di “imparare ad imparare”, abbiamo attivato un’ Academy, una vera e propria scuola di formazione sulle Soft Skills .

Le soft Skills sono considerate oggi uno degli elementi in assoluto più importanti per poter realizzarsi lavorativamente parlando. Non riguardano le competenze tecniche (Hard Skills), ma “come si fanno le cose” e quindi ambiti quali l’empatia, problem-solving, lavoro di squadra, comunicazione. Elementi che sono importantissimi nel raggiungimento di qualunque obiettivo, ma che nel mondo del lavoro sono sempre più cercate e per le quali non c’è una formazione scolastica.

La scuola ci prepara sulle competenze, ma le aziende cercano giovani ponendo l’attenzione sull’atteggiamento del candidato. Le aziende che crescono e si sviluppano cercano persone di valore da inserire e i giovani fanno fatica a qualificarsi per avere un lavoro che poi non li rende soddisfatti. Vogliamo, dunque, creare un anello di congiunzione tra azienda e giovani, definendo un percorso utile ad imparare le Soft Skills, fornendo un contributo formativo concreto

image7Sede Genio 21 giorni Bologna

Cosa pensi del progetto Valory?

Ho deciso di diventare subito un Partner di Valory perché ne sposo i valori. Valory App è uno strumento validissimo che dà ai giovani contenuti gratuiti per poter imparare l’importanza dell’apprendimento e della comunicazione. 

L’elemento chiave nella scelta di diventare Partner di Valory è  la collaborazione con il mondo degli Psicologi (CNOP) attraverso il loro servizio Valory Help che offre gratuitamente il contatto con un professionista nel rispetto dell’anonimato. Credo moltissimo nel mettere in comunicazione in modo innovativo i giovani con questa figura, che può dare un contributo al benessere della persona. I nostri allievi dell’Academy Soft Skills (tra Italia e Spagna sono circa un migliaio) si stanno registrando in Valory potendo usufruire di questo servizio utile e gratuito.

Quali sono i prossimi progetti di collaborazione con Valory?

In tutta Italia abbiamo attivato un format, dove ogni mese, nelle nostre sedi, un imprenditore incontra i ragazzi e spiega loro cosa serve per realizzarsi nel mondo del lavoro, cosa ci si aspetta da loro, come si selezionano i candidati, come si fa un colloquio. E’ una specie di progetto sociale dove le aziende attraverso i loro amministratori delegati, direttori marketing trasferiscono la loro esperienza ai giovani. 

Il contenuto di queste serate lo trasmetteremo, in pillole anche attraverso video, alla comunità di  Valory App con un contributo utile e concreto.

Vi aspettiamo su Valory App !

Scritto da Linda Lato

COME VALORIZZARE LE TUE COMPETENZE

COME VALORIZZARE LE TUE COMPETENZE

Hai mandato moltissimi curriculum ma nessuno ti risponde? Vuoi far emergere la tua candidatura in una selezione?

Non sempre è solo sfortuna o colpa dei selezionatori, a volte possiamo diventare parte attiva nel miglioramento della nostra candidatura.  Per valorizzarla non basta sempre solo un buon curriculum: con questo articolo voglio suggerirti qualche strategia per essere più performante nella ricerca del lavoro.

# LETTERA DI PRESENTAZIONE

Lo scopo della lettera di presentazione è quella di colpire il selezionatore e convincerlo a leggere il tuo curriculum. Non usare una lettera standard , non usare frasi banali o fac simili.
Nella lettera di presentazione deve emergere il “perché” sei il candidato giusto per quell’azienda e per quella posizione. Se la tua è una candidatura spontanea, offri al selezionatore uno spunto di riflessione sul valore aggiunto che la tua professionalità o le tue capacità possono offrire all’azienda.  

# CURRICULUM 

Se rispondi ad un annuncio di lavoro ricorda di essere tempestivo nella candidatura, ma non trascurare l’accuratezza con cui vengono preparati i curriculum e la lettera di presentazione. I contenuti del curriculum vanno adattati con attenzione:  metti in risalto competenze e formazione tenendo conto della mansione per la quale ti candidati o a seconda dell’azienda. Racconta il tuo percorso professionale o formativo in maniera compatta e chiara: un curriculum troppo lungo non cattura l’attenzione.

# VALORIZZA LE SOFT SKILL

Se sei giovane e non hai molte esperienze lavorative, o semplicemente vuoi cambiare settore lavorativo per cui ti mancano competenze specifiche,  punta sulle Soft Skills.
Le soft skill sono tutte quelle competenze trasversali importanti quanto l’esperienza e la formazione, come ad esempio saper lavorare in gruppo, creatività, gestione del tempo, dello stress.
Queste competenze fotografano la tua persona nella sua complessità, descrivono il tuo modo di essere in un determinato contesto lavorativo. Molto spesso le Soft Skills, aiutano le aziende nell’individuazione di talenti nelle selezioni di giovani candidati.

#VERIFICA DELLE COMPETENZE

Se ti stai candidando ad un annuncio di lavoro specifico, leggi molto bene cosa viene richiesto. Non candidarti se non hai le competenze che vengono richieste, il tuo curriculum verrà scartato. Non sempre gli annunci di lavoro descrivono un candidato che esiste nella realtà, viene descritto un candidato ideale. Se il tuo profilo non combacia perfettamente con quello ricercato , ma ritieni di avere parte delle competenze, struttura il curriculum in modo che possano emergere le tue abilità trasversali  necessarie per svolgere quella determinata mansione. 

# PRESENTAZIONE A MANO

Non accontentarti di inviare un curriculum via mail o di compilare  la Sezione “Lavora con noi” . Puoi osare di più e presentare il tuo Curriculum di persona ( se la struttura aziendale lo consente). Questo ti permette di ampliare le possibilità di essere “al posto giusto, nel momento giusto”.
Se sei interessato ad un’azienda in particolare, informati sulle sue attività o sugli eventi a cui partecipa : può essere l’occasione giusta per entrare in contatto direttamente con l’azienda e le altre persone che lavorano all’interno.

Crediamo seriamente nella valorizzazione delle competenze trasversali, perchè saranno le uniche leve che potranno fare la differenza nel mondo del lavoro di domani che è già oggi.

Per questo motivo abbiamo stretto alleanze con importanti partner che vi potranno dare un supporto importante per la vostra crescita personale.

SIATE CIO’ CHE SIETE E SARETE SEMPRE DEI #PEZZIUNICI

Scritto da Linda Lato

VALORY APP: IL PRIMO SOCIAL RESPONSABILE AL SERVIZIO DEI GIOVANI – Intervista a cura di STARTUP GEEKS

VALORY APP: IL PRIMO SOCIAL RESPONSABILE AL SERVIZIO DEI GIOVANI – Intervista a cura di STARTUP GEEKS

Intervista a  Simona Dell’Utri, Founder di Bevalory, startup innovativa a vocazione sociale che offre servizi innovativi di supporto alla crescita personale e professionale dei giovani attraverso una piattaforma digitale ideata ad hoc per ragazzi dai 16 ai 29 anni.

 

Ciao Simona! Cos’è e come è nata Valory App?

Valory nasce da uno sguardo attento verso i giovani e verso ciò che loro ci vogliono comunicare in modo più o meno esplicito. Un treno con un gruppo di ragazzi con il cellulare in mano e un muro che passa veloce con una scritta “voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho” (by Ligabue). Da qui un’intuizione! Perché non trasformare il mondo digitale in uno strumento sicuro e stimolante dove i giovani possano trovare contenuti filtrati, destinati ad un loro coinvolgimento attivo? Perché non dare loro la possibilità di entrare in contatto con dei professionisti per ricevere delle risposte personalizzate per evitare fake news e risposte generiche?

Così nasce l’idea di usare un social come acceleratore di abilità personali dedicato alle nuove generazioni.

La Valory Generation racconta le sue passioni attraverso contenuti di valore, attiva un percorso di arricchimento personale per accrescere la consapevolezza in sé stessi e nelle proprie capacità, grazie al confronto con allenatori di successo, guardando al futuro con più positività.

Il vostro target è molto giovane. Quali sono le potenzialità delle nuove generazioni?

Abbiamo voluto ampliare il nostro target aprendo le braccia a ragazzi dai 16 ai 29 anni perché l’età della “maturità” si è dilatata a causa dell’incertezza nel futuro, sono infatti oltre 2 milioni i giovani NEET che preoccupano Istituzioni, genitori ed educatori più in generale.

Una generazione di nativi digitali, chiamata down-look ma per noi di VALORY patrimonio del Futuro che verrà.

Quali sono le potenzialità? Sono IPER in tutto.

iper-connessi: iper-veloci: iper-realistici: iper-critici:

Godono di una velocità di elaborazione delle informazioni per noi adulti difficile da gestire, vivono in una dimensione che corre alla velocità della luce e sono affamati di risposte che reperiscono facilmente con un click.

Cosa vogliamo noi di Valory? Noi vogliamo investire sulle loro capacità, fortificando le loro life-skills attraverso un meccanismo di gamification che li renda pro-attivi già nel mondo digitale e che inneschi in loro la voglia di diventare consapevoli protagonisti della loro vita anche durante eventi Live che organizziamo su tutto il territorio.

Tutto questo è possibile grazie al coinvolgimento di professionisti ed esperti in diversi settori che entrano in contatto con i ragazzi attraverso delle live chat, per approfondire le loro passioni, dar loro consigli, aiutandoli a trovare la propria strada verso il futuro.

A dare un valore aggiunto al vostro prodotto è la partnership con l’Ordine degli Psicologi. Qual è il ruolo dei partner in una startup, come si creano sinergie tra realtà diverse?

La creazione di alleanze è un passaggio fondamentale per una start-up, i partner strategici sono degli interlocutori lungimiranti che vedono in te quello che sarai da lì ad un lasso di tempo non ben definito.

Grazie a loro una start-up può iniziare a costruire la propria reputazione dando credibilità al progetto che vuole sviluppare.

Per noi il riconoscimento da parte del CNOP ci ha permesso di completare il nostro servizio di supporto e orientamento offrendo professionalità qualificata ai nostri giovani, ma dando anche agli psicologi l’opportunità di avvicinarsi al loro mondo attraverso l’utilizzo di un linguaggio moderno e smart.

È una rivoluzione culturale che risponde ad un bisogno sempre più impellente.

Com’è stato il passaggio da lavoro dipendente a imprenditrice? Nel tuo caso, dall’estero sei tornata in Italia, una scelta controcorrente…

Sì, una scelta dettata dalla voglia di poter restituire al mio territorio ciò che avevo ricevuto, per questo la scelta di aprire la sede a Udine (nonostante ci fossero in lizza città come Milano, Bologna).

Ciò che dico ai nostri ragazzi è quello di alimentare continuamente la propria immaginazione, di essere curiosi di scoprire il “nuovo”, perché solo acquisendo conoscenza è possibile apprezzare e decidere in piena libertà cosa si voler essere.

Pertanto dopo aver fatto esperienze in diverse parti del mondo, ho voluto accettare la sfida di tornare in Italia per sviluppare un’innovazione sociale partendo dal mondo social.

Uno dei temi più spinosi per chi si approccia ad avviare una startup riguarda gli investimenti. Voi come vi siete mossi e quali consigli potete dare a chi sta iniziando?

Sviluppare un business model realistico è l’inizio di un lungo viaggio perché la difficoltà sta nella programmazione a lungo termine. Il contesto globale è in continua evoluzione pertanto la certezza è non avere certezza alcuna tranne quella di credere fermamente nella tua innovazione. Da lì bisogna trovare l’energia vitale per poter convincere più interlocutori possibile a sostenerti , non solo con le parole “complimenti per il progetto” ( credo di averlo sentito più di 1000 volte in un anno), ma con un impegno fattivo.

La flessibilità è la regola n°1, perché se hai preso la decisione di diventare un imprenditore, sei consapevole dei diversi ruoli che dovrai assumere (100 in uno), dei NO che riceverai e dei muri che dovrai abbattere per ritrovare la tua strada.

In Italia, solo il 13% delle startup è fondata da una donna. Secondo la tua esperienza ci sono delle difficoltà maggiori, è una questione più culturale, come si può fare per accelerare la crescita dell’imprenditoria femminile?

Credo che le donne stesse debbano sfatare questa tara culturale dell’inferiorità. Non ho mai vissuto il mio essere donna come un limite e sono consapevole delle soft skills che ognuna di noi sviluppa per la nostra natura intrinseca. Pertanto credo che questo dato sia un atto di responsabilità personale essendo consapevoli dell’impegno che una carriera imprenditoriale porta con sè.

È anche vero che se le Istituzioni agevolassero il sostegno alle famiglie e al ruolo genitoriale, ci potrebbe essere un fiorire o ri-fiorire di talenti femminili in tutti i settori.

Si dice sempre che le startup hanno una vita media molto breve e la vera sfida per crescere è superare la fase di start e considerarsi davvero un’azienda.
Quali sono quindi gli obiettivi per il futuro di ValoryApp?

Sicuramente il primo anno di vita è il più complicato tra entusiasmi e sconfitte devi fare i conti con la tua autostima e con il business plan.

Una volta che ti sei assestato e hai trovato un equilibrio (ricordati sempre in continuo mutamento), allora puoi considerarti un’azienda pronta a raggiungere il primo di tanti traguardi.

Per Valory l’obiettivo primario è quello di creare un processo virtuoso e responsabile sviluppando alleanze tra giovani e adulti, per generare valore per tutti.

Per fare questo dobbiamo farci conoscere in modo virale facendo capire ai nostri partner che attraverso VALORY sostengono il primo Social Responsabile valorizzando la propria CSR, mentre i giovani diventano protagonisti consapevoli del loro futuro.

Trasformiamo il virtuale in opportunità Reali.

Un altro progetto ambizioso è quello di poter far conoscere VALORY in tutte le scuole d’Italia come strumento di supporto allo sviluppo delle soft skills dei propri studenti e all’orientamento digitale grazie a professionisti al loro servizio.

Tutto questo verrà raccontato attraverso un documentario “La Buona Scuola Italiana” realizzato dagli stessi studenti e presentato al MISE entro l’anno prossimo.

Grazie Simona e in bocca al lupo!

Intervista a cura di Simona Mapelli. 

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