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FIDUCIA NEL FUTURO

FIDUCIA NEL FUTURO

Questa pandemia ha portato con sé moltissimi cambiamenti e spesso leggiamo articoli su tutto quello che ci ha tolto e su tutto quello che non ha reso più possibile realizzare.    

Nei nostri precedenti articoli abbiamo parlato delle nuove sfide che ci attendono, sia digitali che emotive, ma abbiamo sempre creduto che questa fase potesse portare con sé opportunità, magari diverse a quelle che avevamo programmato. Valory crede nei giovani e si impegna ogni giorno, in collaborazione con enti, aziende e coach, a sviluppare  contenuti di valore. In questo articolo vogliamo parlarvi di chi, come noi, crede nei giovani e vede in questo presente complesso un’opportunità di investimento per i talenti e le passioni nel futuro. E’ il tempo della ripresa e abbiamo il dovere di ripartire dai giovani.

#CYBERCHALLENGE.IT e gli hacker etici

CyberChallenge.IT è un programma educativo organizzato dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) orientato ai giovani studenti di età compresa tra 16 e 23 anni. È la principale iniziativa italiana per identificare, attrarre, reclutare e collocare la prossima generazione di professionisti della sicurezza informatica. Si cercano studenti con passione, impegno e curiosità nelle discipline scientifico-tecnologiche (STEM). L’iniziativa che ha avviato i test di ammissione a febbraio, ha coinvolto 28 sedi nazionali (tra università e istituti di formazione) in una serie di gare volte a selezionare i migliori tra oltre 4.400 candidati. Compresi tra i 16 e i 23 anni e provenienti sia dalle università che dalle scuole superiori, i 20 vincitori di ciascun nodo beneficeranno di un periodo di formazione di dodici settimane, da marzo a maggio di quest’anno. In questo periodo, i 560 ragazzi risultati vincitori nelle selezioni regionali svilupperanno competenze volte a difendere e attaccare i sistemi informatici e a individuarne le vulnerabilità, con delle simulazioni che mirano a riprodurre le condizioni di un reale tentativo di intrusione. Il tutto sarà vissuto come un gioco attraverso le gare Ctf (Capture The Flag), nelle quali i partecipanti dovranno conquistare una posizione all’interno di un’infrastruttura avversaria dimostrando di poterla dominare, senza essere a loro volta dominati. La fase finale è stata posticipata alla prima metà di ottobre: occasione nazionale nella quale i componenti di ciascuno dei 28 nodi si sfideranno tra di loro. I più brillanti tra gli allievi coinvolti, individuati per competenze specifiche (reti, crittografia, intrusione, difesa, trasmissioni e tante altre) saranno convocati dalla Nazionale italiana di Cyberdefender, TeamItaly, che ogni anno include nuove leve da affiancare agli hacker etici selezionati l’anno precedente. Il TeamItaly partecipa ogni anno a numerose competizioni a livello internazionale e nel 2019 ha conquistato il podio della European Cybersecurity Challenge (Ecsc2019) classificandosi secondo a livello europeo.

#FASEGIOVANI – IL NUOVO PRESIDENTE DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA

#RiccardoDiStefano, classe 1986, nuovo Presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha nelle sue linee programmatiche parole come trasformazione digitale, formazione continua, competitività e sostenibilità, made in Italy e catene globali del valore.  Rappresenta il Movimento dei giovani industriali nel triennio 2020-2023.

Il Presidente Di Stefano, in una sua recente intervista ospite di Class CNBC, parlando dei giovani ha chiesto interventi coraggiosi a loro favore non soltanto a favore di quelli talentuosi, ma anche dei NEET (Neither in Employment nor in Education or Training) in costante crescita e che in questo momento non studiano e non lavorano offrendo loro opportunità anche di formazione.

Il Presidente Di Stefano crede fortemente che i giovani debbano tornare ad essere la priorità del Paese: la disoccupazione giovanile è di nuovo in crescita e il tasso di iscrizioni all’università è destinato a scendere. Bisogna arginare questi indicatori in rosso e aprire una “fase giovani”. Oggi più che mai i giovani hanno bisogno di fiducia nel futuro.

#NUOVEASSUNZIONI IN BANCA

L’Istituto bancario CREDEM, negli ultimi due mesi, ha avviato un’intensa attività di selezione rivolta per il 60% agli under 30 : 150 giornate di colloqui di selezione, 1.400 candidati colloquiati e 50 inserimenti. L’obiettivo è inserire altre 100 persone entro fine anno. Forte focus sarà posto, oltre che al settore commerciale, all’ambito IT con l’assunzione di 30 persone nei prossimi 12 mesi.
I nostri processi di selezione non si fermano perché non si ferma la nostra voglia di investire sulle persone, punto fermo della strategia di sviluppo di Credem”  ha dichiarato Simone Taddei, responsabile gestione e selezione del personale del Gruppo Credem. “Siamo da sempre impegnati in una costante attività di creazione di occupazione, sfida che si è rivelata vincente e che vogliamo che prosegua soprattutto in questo periodo puntando sui giovani e sul loro futuro. A livello più generale, gli strumenti di remote working, le adeguate procedure informatiche e i processi aziendali garantiscono un alto livello di efficienza e di servizio nei confronti del cliente, confermando che il Gruppo sta percorrendo la strada giusta”.

#IOSOCIALRESPONSABILMENTE

Anche Valory continua a sviluppare nuovi progetti di investimento a favore dei giovani con l’obiettivo di dare loro la fiducia che meritano attraverso un canale di comunicazione innovativo e responsabile.

Con la campagna #iosocialresponsabilmente abbiamo sposato le cause promosse da Changethefuture, progetto promosso da Sottosopra Movimento Giovani per Save the Children e Fridays For Future Udine grazie al contatto con alcuni dei nostri VALORYERS locali che hanno creato il ponte tra noi e questi movimenti. 

Tutto questo è il risultato dei progetti che i nostri PASSION TEAMS hanno iniziato a sviluppare dopo aver acquisito competenze trasversali e tecnico-organizzative grazie ai workshop con i nostri mentori e il supporto dei nostri psicologi.

#GIOVANIALCENTRO è il nostro motto perché loro sono i protagonisti di questo viaggio indimenticabile!

Scritto da Linda Lato

Fonti: https://www.cyberchallenge.it/
https://cybersecnatlab.it/chi-siamo/mission/
https://www.facebook.com/watch/?v=281290259781974

MINDFULNESS per tutti

MINDFULNESS per tutti

Esiste una pratica, basata sulla consapevolezza, può essere efficace nella riduzione e nel controllo dei disagi psico-fisici a cui siamo attualmente sottoposti? Come possiamo effettivamente contribuire al nostro benessere?

Da anni la mindfulness si sta affermando per supportarci in questo senso ma cos’è?

LA “MINDFULNESS” E’ CONSAPEVOLEZZA

La pratica della mindfulness trae origine da antiche tradizioni di meditazione e yoga, prevalentemente legate al buddhismo. Nel 1979, lo statunitense Jon Kabat-Zinn ( biologo molecolare), ha creato un corso MBSR ( Mindfulness Based Stress Reduction – Riduzione dello stress basato sulla consapevolezza) presso la Scuola di Medicina dell’Università del Massachusetts, per aiutare persone con malattie fisiche come il dolore cronico, senza avere la presunzione di guarirle, ma aiutandole nella gestione del dolore. Alla fine degli anni 90 sono già più di 400 i centri ospedalieri che offrono l’MBSR attirando l’attenzione di tutto il mondo scientifico soprattutto nel campo della psicoterapia.
Il programma MBSR è un programma scientifico, utilizzato tutt’ora nel mondo ed è diventato un supporto per la cura e la prevenzione di patologie ad ampio spettro quali: disturbo del sonno, alimentazione, attacchi di panico, stati depressivi, disturbo da stress post-traumatico.
Mindfulness è la traduzione in inglese della parola Sati, che nella lingua pali (lingua liturgica del Buddhismo), si riferisce all’espressione “attenzione consapevole”, “consapevolezza”.
Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn: “Fare attenzione a qualcosa in un modo specifico: intenzionalmente, nel momento presente e senza giudicare”; ovvero la capacità di poter notare i nostri pensieri e le nostre sensazioni con curiosità ed apertura, senza alcuna connotazione negativa.  

VALORY4FAMILY E “MINDFULNESS

L’iniziativa VALORY4FAMILY si pone l’obiettivo di supportare genitori e figli, soprattutto in questo momento storico, cercando di renderlo meno difficile. Un percorso di sostegno sviluppato grazie al supporto di professionisti psicologi e formatori appartenenti al Team Valory.

Ogni professionista seguirà un gruppo di massimo 10 famiglie guidandole in un percorso di mindfulness, art terapy e giochi di ruolo con un momento di confronto finale.

La sessione “mindfulness” verrà condotta dalla dott.ssa Noemi Di Nardo, psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale “Acceptance and Commitment Therapy (ACT)”, approccio terapeutico evidence-based che pone le sue radici nella pratica della Mindfulness.

Il percorso comporterà l’acquisizione di nuove consapevolezze interne ed esterne alla famiglia per garantirne la serenità anche durante il percorso scolastico, ed esercizi pratici da poter fare a casa o all’aperto ogni qualvolta se ne senta il bisogno.Tutti possono beneficiare di questo supporto. L’iniziativa è rivolta, infatti, anche a chi, pur non avendo problematiche particolari, desideri acquisire un nuovo atteggiamento che alleni alla pratica della consapevolezza, sviluppando un approccio e un atteggiamento diverso nei confronti dello stress.

Gli effetti benefici della “mindfulness” sono dimostrati anche sui bambini e sugli adolescenti, proprio perché migliora la capacità di prestare attenzione, di calmare l’agitazione e di dare strumenti per prendere decisioni migliori.

Negli ultimi dieci anni, infatti, si è assistito ad una estensione dei protocolli mindfulness in bambini e adolescenti, nei contesti scolastici, educativi e riabilitativi. In particolare, i primi studi si sono concentrati su piccoli campioni clinici, dimostrando l’efficacia della mindfulness in numerosi aspetti della salute psicologica e fisica di bambini e adolescenti (Ott, 2002; Semple et al. 2005).


Ulteriori e successivi studi hanno ampliato lo spettro degli utilizzi degli approcci mindfulness dimostrandone l’efficacia su vari tipi di disturbo e sintomatologie quali stress, ansia e disturbi della condotta (Biegel et al., 2009; Broderick e Metz, 2009; Singh et al., 2007), disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Zylowska et al., 2008) e più in generale sulle capacità di autoregolazione e concentrazione di bambini e adolescenti (Napoli et al., 2005; Flook et al., 2010).

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELLA “MINDFULNESS

Gli incontri focalizzano l’attenzione sull’insegnamento di pratiche di consapevolezza fissando obiettivi quali:

-Miglioramento della qualità di vita;

-Regolazione dei propri stati mentali;

-Osservare e comprendere le proprie modalità automatiche e schemi mentali ripetitivi;

-Coltivare una modalità non giudicante verso se stessi, gli altri e l’esperienza;

-Migliorare la capacità di attenzione e di concentrazione;

-Avere cura di sé, degli altri e delle relazioni;

-Sviluppare la capacità di auto-osservazione.

Non bisogna confondere questa pratica come una “tecnica di rilassamento”. Il raggiungimento del benessere psico-fisico, infatti, non passa necessariamente da uno stato di distensione tipica della meditazione. E’ un modo di “leggere” la realtà in maniera intenzionale, ma consapevole e soprattutto non giudicante. Questa “consapevolezza”, aiuta ad accettare sé stessi e ciò che accade intorno. 

La tendenza a valutare, giudicare, interpretare e creare regole sono il “cuore della nostra sofferenza”, e ci impedisce di considerare i nostri pensieri come prodotti della nostra mente e non come eventi reali. L’attaccamento al contenuto letterale dei nostri pensieri impedisce di notare ciò che avviene nel momento presente e porta ad un tentativo di “evitamento esperienziale”: il bisogno di allontanare o modificare pensieri, sensazioni, ricordi ed emozioni spiacevoli che ostacolano il contatto con il qui ed ora (Blackledge, Hayes, 2001). La mindfulness ci permette invece di  entrare in contatto con le nostre sensazioni, emozioni sentimenti, osservandoli ed accogliendoli come eventi naturali, a  tornare nel qui ed ora sviluppando flessibilità psicologica, aiutandoci ad utilizzare nuove ed alternative modalità comportamentali più utili ed efficaci per vivere secondo i nostri valori e costruire una vita piena e significativa.  

Per il tuo percorso Mindfulness in famiglia, in azienda, di gruppo o personalizzato contattaci a valoryhelp@valoryapp.com

Fonti:
TESI DI LAUREA Mindfulness: pratica meditativa, strumento di riabilitazione e approccio terapeutico nei contesti educativi. LAUREANDA: Dott.ssa Margherita Pecile .  Mindfulness: Istruzioni per l’uso Di Tessa Watt

Scritto da Linda Lato

Stress da isolamento? Presenti!

Stress da isolamento? Presenti!

Siamo entrati nella cosiddetta Fase 3 e il ruolo degli psicologi diventa strategico. C’è bisogno di ritorno ad una “normalità” persa, di un adattamento a nuovi scenari, che non tutti sono in grado di elaborare o accettare.
La Fase3 è dunque un percorso che ci prepariamo ad affrontare, dove l’emergenza psicologica degli adolescenti deve essere monitorata.

Ma quali sono i rischi per gli adolescenti e non solo, legati a questo isolamento forzato?L’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova ha condotto un’indagine sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia. E’ stata presentata attraverso una  Conferenza stampa il 16 giugno 2020 dal Ministero della Salute. L’indagine è stata condotta  durante l’isolamento a casa, tra il 24 marzo e il 3 aprile, a tre settimane di distanza dall’inizio del lockdown.
All’indagine hanno risposto 6800 famiglie, di cui 3245 con figli sotto i 18 anni (1570 sotto i 6 anni e 2733 gli altri.
Il 65% dei bambini sotto i 6 anni e il 71% di quelli sopra i 6 anni, a causa del lockdown per il Coronavirus, ha accusato problematiche comportamentali di varia natura e sintomi di regressione. I più piccoli, sotto i 6 anni, hanno mostrato (centinaia i casi) episodi di irritabilità, difficoltà di addormentamento, risvegli notturni, inquietudine, ansia da separazione, paura del buio, pianto inconsolabile.
I più grandi, giovani e adolescenti, hanno evidenziato, difficoltà ad addormentarsi e fatica a svegliarsi, con un evidente spostamento  dei ritmi sonno-veglia e difficoltà molto importanti a recuperare l’ordinarietà di questo comportamento, utilizzo improprio dei media, scarsa collaborazione alle attività domestiche.

Il dato rilevante che è emerso è stato la somatizzazione del  problema psicologico che si è espresso con una sensazione di fiato corto, irritabilità, cambiamento di umore. 
A livello internazionale vi riportiamo anche i contenuti di un recente studio da parte di una rivista scientifica inglese in ambito medico, The Lancet Child & Adolescent Health, che ha affrontato i rischi legati all’isolamento sociale per gli adolescenti ( fascia d’età 10 e 24 anni) . 

Questa fase della vita è caratterizzata da una maggiore sensibilità agli stimoli sociali, che le misure forzate di allontanamento fisico per contenere la diffusione di COVID-19 stanno riducendo radicalmente.
L’adolescenza è un momento di profonda trasformazione psicologica e sociale: le interazioni tra pari diventano sempre più importanti. Rispetto ai bambini (età inferiore a 10 anni), gli adolescenti trascorrono più tempo con i coetanei che con la famiglia e formano relazioni tra di loro più complesse. La struttura del cervello nelle relazioni si sviluppa sostanzialmente durante l’adolescenza.

Esistono poche ricerche sugli effetti della privazione sociale o dell’isolamento sullo sviluppo dell’adolescente umano o sull’uomo adulto in generale.  La ricerca sugli animali, invece, ha dimostrato che la privazione e l’isolamento ha effetti unici sul cervello e sul comportamento nell’adolescenza rispetto ad altre fasi della vita. Pertanto, la completa privazione sociale durante l’adolescenza dei roditori influenza lo sviluppo del cervello, influenzando principalmente i processi di motivazione e ricompensa.

 È importante sottolineare che questi effetti sono specifici dell’isolamento durante l’adolescenza dei roditori e non si verificano in misura simile quando l’isolamento si verifica prima o dopo tale periodo.Gli studi sugli animali esaminati suggeriscono che le conseguenze della privazione dei bisogni sociali durante l’adolescenza possono avere effetti negativi a causa della mancanza di esperienze per l’apprendimento sociale

In particolare, sembra che sia la mancanza di interazione con i coetanei che provoca cambiamenti comportamentali e cerebrali. Le misure di distanziamento fisico attualmente in atto in tutto il mondo, in risposta al COVID-19, ridurranno probabilmente la capacità di molti adolescenti di soddisfare i loro bisogni sociali. Sebbene gli adolescenti possano ancora avere contatti con i membri della famiglia e con le persone al di fuori della loro casa attraverso forme di comunicazione virtuali, le opportunità di interazione faccia a faccia con i coetanei sono drasticamente ridotte. 

È stato dimostrato che i problemi con le relazioni con i coetanei, il rifiuto dei coetanei, il bullismo e la solitudine sono fattori di rischio per lo sviluppo di condizioni affettive come la depressione durante l’adolescenza.

Al contrario, relazioni tra pari di alta qualità sembrano proteggere gli adolescenti dai problemi di salute mentale e rafforzare la resilienza.

La diminuzione del contatto faccia a faccia potrebbe essere meno dannosa a causa dell’accesso diffuso alle forme digitali di interazione sociale attraverso tecnologie come i social media. 

Gli adolescenti segnalano regolarmente l’uso delle tecnologie digitali per attivamente mezzi sociali.  In particolare, quelli di età compresa tra 13 e 17 anni indicano che tecnologie come i social media li fanno sentire più connessi con i loro amici (81% di 743 intervistati), li aiutano a interagire con gruppi più diversi di persone (69%) e consentono loro di accedere sostegno sociale durante i periodi difficili (68%).

 Gli studi sul comportamento sociale degli adolescenti mostrano che le componenti fondamentali e le qualità delle interazioni faccia a faccia degli adolescenti, tra cui la divulgazione di informazioni, l’interattività, la ricompensa sociale e il supporto sociale, sono presenti durante le comunicazioni online.

E’ stato dimostrato che gli usi attivi dei social media, ad esempio impegnandosi in comunicazioni dirette (ad es. messaggistica) o postando direttamente sul profilo dei social media di un’altra persona, aumentano il benessere e aiuta a mantenere relazioni personali.

Quanto emerge dallo studio, nonostante le incertezze sugli effetti concreti sugli adolescenti, dimostra che una connessione attiva attraverso i social media può contribuire in positivo.

ValoryApp ha sempre creduto in questa connessione, mettendo a disposizione dei giovani un “social  responsabile”, che rende i ragazzi attivi attraverso la proposta di contest legati alla propria passione.
ValoryApp nasce con lo scopo di supportare i ragazzi,  attraverso  team di professionisti,  nella ricerca  di  percorsi di apprendimento e orientamento più vicini alle loro inclinazioni.
ValoryApp nasce con la collaborazione dell’Ordine degli Psicologi Fvg, Emilia Romagna, oltre 60 professionisti provenienti da diverse regioni italiane, con il supporto del CNOP, che  mettendo in primo piano il benessere dei giovani,  ha contribuito a creare uno spazio moderno di aiuto e sostegno concreto con l’ascolto e il confronto di specialisti, nel rispetto dell’anonimato.
Un  aiuto che è stato determinante durante il periodo di lockdown, fornendo ascolto , confronto e supporto ai giovani  sofferenti dallo stato di isolamento sociale e della convivenza familiare forzata.

Visita il nostro sito www.bevalory.com per conoscere tutti i progetti a sostegno delle scuole, delle famiglie e dei giovani come VALORY4FAMILY.

Creiamo le fondamenta per una generazione motivata, entusiasta ed appassionata. La V-GENERATION!



Tempesta virale responsabile

Tempesta virale responsabile

VALORY entrata nel contesto educativo digitale con i progetti “I Fuori classe” e “Post-IT” in collaborazione con Coop Cantieri di innovazione Sociale, entrambi selezionati dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, contribuendo all’alfabetizzazione digitale degli animatori e all’uso responsabile dei social di oltre 180 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che coinvolge enti pubblici e istituti scolastici di 10 comuni del Gargano. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

A San Marco in Lamis (FG) il responsabile del progetto  Ludovico Delle Vergini ha organizzato insieme a 20 animatori sociali del Gargano 12  Stanze educative virtuali di pensiero e creazione  in cui genitori e figli sono stati coinvolti in attività laboratoriali, manuali, di lettura, forum di discussione e scambio di esperienze e percezioni per stimolare competenze trasversali grazie al supporto del Team BEValory.

La nostra creatività non ha limiti per rendere unico questo progetto  abbiamo ideato un contest ad hoc #RAPFUORICLASSE in collaborazione con il nostro coach Amir Issaa  .Il RAP diventa linguaggio espressivo delle proprie emozioni per sviluppare intelligenza emotiva e capacità collaborative.

Scopri tutti i progetti  multivaloriali e multidisciplinari  a sostegno della crescita personale e professionale dei nostri giovani ideati per le nostre  aziende partners con il supporto dei nostri professionisti  sul nuovo sito www.bevalory.com 

BEVALORY c’è!

Le 10 competenze più richieste dalle aziende

Le 10 competenze più richieste dalle aziende

Ogni anno si svolge a Davos, un comune della Svizzera di 11.000 abitanti, il World Economic Forum (WEF).
In questa occasione Amministratori Delegati di aziende strategiche, leader, accademici e numerose altre personalità influenti a livello globale si riuniscono per discutere su temi globali particolarmente rilevanti da un punto di vista economico.
Nel Convegno che si è tenuto a gennaio 2020 nella lista degli invitati italiani figurano il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e degli Affari Europei, Vincenzo Amendola; tra i grandi manager del Paese figurano la Presidente dell’Eni Emma Marcegaglia, il l’A.D. di Generali Philippe Donnet, di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, di Mediobanca Alberto Nagel, i Presidenti di Geox Mario Moretti Polegato, di Illycaffé Andrea Illy ,di Ariston Thermo Paolo Merloni, di Technogym Nerio Alessandri.

A livello internazionale la novità di quest’anno è sicuramente la presenza di Donald Trump.

Il Convegno ha cadenza annuale fin dal 1971 e nello specifico, in “Future of Jobs”, report del World Economic Forum del 2018 sono state elencate le 10 skills fondamentali nel futuro del lavoro.

Scopo del rapporto “The Future of Jobs” è fornire strumenti in grado di supportare le criticità che devono affrontare aziende, governi e lavoratori nel prossimo futuro.

Negli anni passati le analisi realizzate da esperti del settore, erano concentrate su un futuro a lungo termine, guardando al futuro del lavoro nel 2030, 2040 o 2050. Il recente rapporto e le edizioni prossime, invece, mirano ad offrire una proiezione temporale a 5 anni (2018-2022) considerando i veloci cambiamenti strutturali del mercato del lavoro. Una visione certamente più aderente alla realtà, visto il recente e imprevedibile evento pandemico che ha cambiato decisamente il futuro del mercato del lavoro. Un’analisi a breve termine sicuramente si discosta meno dalla previsione fatta, offrendo l’opportunità di rivalutare la direzione intrapresa e i possibili adeguamenti.

Vediamo la classifica in ordine di rilevanza:

1) Problem solving in situazioni complesse

Contesti sempre più complessi e dinamici richiedono una forte capacità di gestione, adattamento e  risoluzione di problemi.
E’ da tenere presente, però, che in settori sempre più tecnici questa abilità nel futuro potrebbe diventare meno determinante perché la tecnologia potrebbe automatizzare processi complessi.

2) Pensiero critico

È l’abilità di pensare in maniera analitica. Pensare in modo razionale consente di risolvere problematiche in maniera sistematica, rilevando eventuali incoerenze o errori di ragionamento.


3) Creatività

Se da un lato la tecnologia automatizzerà processi complessi, dall’altro diventeranno sempre più necessarie abilità creative, che sapranno fare la differenza adattandosi in maniera originale a situazioni e mercati variegati. 

4) Gestione delle persone 

Questa capacità risulta strategica soprattutto per i manager e include capacità quali comunicazione, leadership, delega e motivazione. Le capacità di un manager nella gestione delle persone può fare la differenza tra un team produttivo e motivato e un team incostante, demotivato e con risultati scadenti.

5) Coordinamento con gli altri

Il lavoro di squadra è fondamentale non solo per la crescita di un’azienda, ma anche per il raggiungimento degli obiettivi chiave. Lavorare in team significa sapersi coordinare, organizzare e comunicare.

6) Intelligenza emotiva

Una delle competenze più “trasversali” è proprio la gestione efficace delle emozioni (proprie e degli altri) e la capacità di riconoscerle e comprenderle. Un’abilità decisamente di grande impatto in questo momento specifico che ci vede disorientati.


7) Capacità di giudizio e prendere decisioni

A tutti i livelli professionali c’è la necessità di prendere decisioni più o meno importanti. Il processo decisionale è, dunque, un’abilità richiesta in molte aziende perché necessaria in molte situazioni e  in molte aree aziendali, dalle attività quotidiane a progetti più complessi o situazioni impreviste. 

8) Orientamento al servizio

E’ una predisposizione a rendersi attento e collaborativo riguardo le esigenze delle persone. E’ una competenza utile nella gestione del cliente e che in un mercato altamente concorrenziale può fare la differenza perché saper ascoltare e  prevedere un bisogno, può anticipare la soddisfazione del cliente prima degli altri.

9) Negoziazione

Questa abilità si manifesta in ogni occasione, anche nella vita privata. E’ la capacità di affrontare e risolvere “confronti” e che, se proiettata su scenari internazionali, richiede anche la conoscenza di culture diverse nel dialogo della negoziazione. E’ affinata dalla capacità di ascolto e osservazione.

10) Flessibilità

E’ una capacità che in questo momento emerge e risalta. In un periodo di improvviso e inaspettato cambiamento come quello attuale, l’abilità di essere flessibili ai nuovi contesti e ai nuovi strumenti diventa strategica.

10 Soft Skills classificate e pronte ad essere condivise con i nostri ragazzi su Valory app per far conoscere loro quelle che possiedono e quelle che invece sono pronti ad allenare.

Scritto da Linda Lato

Se vuoi entrare  a far parte anche tu del VALORY Team per condividere competenze con giovani motivati e pronti a crescere per raggiungere i propri obiettivi, allora scrivici a hello@valoryapp.com


FUTURO DIGITALE: QUALI NUOVE SFIDE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS?

FUTURO DIGITALE: QUALI NUOVE SFIDE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS?

Abbiamo tante domande su cosa accadrà quando tutto piano piano tornerà alla vita di prima… apparentemente come prima. In realtà, anche se ora non lo percepiamo completamente, il  mondo sta cambiando: sta cambiando la didattica, il modo di lavorare, le competenze, le relazioni, il business. 

Una mattina ci siamo svegliati e le aziende, le scuole e tutti noi abbiamo dovuto, in pochissimo tempo, cambiare pelle per adattarci alle nuove esigenze legate all’evento Covid-19. Se da un lato abbiamo dovuto imparare a gestire lo scorrere lento del tempo e uno stato di isolamento dall’altra, scuole e aziende, hanno dovuto mettere il piede sull’acceleratore per cambiare organizzazione, strumenti e gestirne i limiti. Tutti abbiamo dovuto prendere coscienza delle nostre digital skills, diventate oggi fondamentali per non fermarci completamente e utili a massimizzare le relazioni ora, momentaneamente, congelate.

Quali sono, dunque, le nuove sfide della Digital Transformation ai tempi del Coronavirus che ci aspettano nel prossimo futuro?

# RELAZIONI UMANE

In un momento in cui è tutto concentrato sulla trasformazione digitale, la prima sfida che ci aspetta riguarda proprio le relazioni. Il mondo cambia velocemente, è un mondo basato su eventi imprevedibili e pieno di colpi di scena repentini. Il valore aggiunto nel business è proprio un approccio capace ad adattarsi velocemente e capace di mettere al centro l’uomo ottimizzando risorse, tecnologie e talenti. Le aziende sono sempre più concentrate sullo sviluppo tecnologico e i processi di sviluppo, ma oggi è evidente che bisogna riposizionare l’attenzione sul fattore umano. E’ necessario riuscire a mantenere le connessioni umane stabili e di valore. Le potenzialità del capitale umano vanno certamente riviste, ma senza alcun dubbio rivalutate per una crescita e uno sviluppo responsabile e sostenibile. La tecnologia diventa sempre più uno strumento, un mezzo a disposizione dell’intelligenza umana.

# CULTURA DIGITALE 

L’isolamento a cui siamo sottoposti in questo periodo ci sta mettendo di fronte alle potenzialità degli strumenti tecnologici di cui non eravamo probabilmente neanche a conoscenza. I nostri nonni hanno scoperto le videochiamate, le scuole tradizionali hanno scoperto le classi virtuali con piattaforme come ad esempio WeSchool, le aziende hanno dovuto ricercare e utilizzare processi digitali nuovi per rendere il lavoro più “agile”. In questa fase di adattamento e trasformazione tutti ci siamo messi a disposizione della tecnologia e se da un lato abbiamo scoperto i nostri limiti, dall’altro abbiamo scoperto strade nuove che potranno aprire nuovi scenari quando tutto tornerà alla normalità. E’ necessario cavalcare questa onda e favorire il cambio della cultura digitale: questa accelerazione forzata ha reso possibile un salto incredibile e ne dobbiamo approfittare per migliorarci.

# TALENTI DIGITALI

Nelle aziende, ma anche negli istituti di formazione, abbiamo assistito al grande sforzo da parte di tutti per rendere fruibile il quotidiano anche con la distanza sociale, attraverso svariati strumenti. Le aziende che sapranno guardare al futuro dopo il Coronavirus, sono aziende che sapranno accogliere e sviluppare la trasformazione digitale a favore del proprio personale. Bisognerà lavorare su due fronti: da un lato sviluppando le capacità digitali dei propri lavoratori, incentivandole attraverso una formazione dedicata e cambiando la mentalità al nuovo approccio. Dall’altra bisognerà essere aperti alla ricerca di nuovi talenti digitali. La collaborazione con gli enti di formazione diventa fondamentale per agevolare questo tipo di recruitment mirato e bisognerà puntare non solo sulle Hard Skills (competenze tecniche specifiche), ma anche sulle Soft Skills (flessibilità, gestione del tempo, dello stress…) dei candidati.

# POTENZIARE LE INFRASTRUTTURE ICT (Information & Communications Technology)

Questo periodo che ci vede tutti connessi, in tanti nel mondo, stiamo facendo i conti con le infrastrutture spesso instabili o in alcuni casi assenti. Il nostro nuovo modo di vivere (aperitivi, compleanni, svago, spesa on-line) e di lavorare da remoto ha messo a dura prova la rete internet minacciando un sovraccarico. Questi limiti hanno reso difficili le  comunicazioni, aumentando in alcuni casi l’isolamento sia nelle relazioni che sul posto di lavoro. Piattaforme streaming come Netflix e Youtube, per arrivare ovunque, hanno ad esempio, ridotto la velocità di connessione con un abbassamento della qualità video, sospendendo l’alta definizione. Questa situazione estrema deve, dunque, farci riflettere su quanto lavoro c’è ancora da fare per un futuro sempre più “connesso” e un valore emerge più degli altri, quello della FIDUCIA.  Fiducia nella scienza e nella tecnologia che può dare risposte veloci e risolutive.  Fiducia nel futuro digitale. Fiducia in noi, nella nostra forza e il nostro potenziale inespresso. Fiducia negli altri e nelle relazioni che prima davamo per scontate. Fiducia nei nostri giovani perché viviamo in un pianeta in cui siamo suoi ospiti.

Scritto da Linda Lato