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Tante volte abbiamo parlato dei rischi psicologici connessi alla pandemia, soprattutto nel periodo più rigoroso del lockdown. Il periodo di incertezza e insicurezza sarà, molto probabilmente, destinato a durare nel tempo, coinvolgendo ciascuno di noi anche se per motivi differenti. Siamo senza risposte certe su cosa accadrà a settembre: il rientro scolastico, l’organizzazione familiare, il lavoro.

In questo articolo abbiamo intervistato ROBERTO CALVANI, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia,  psicologo dirigente presso ASUFC Friuli Centrale di Udine e segretario del CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi). Una voce autorevole nel campo della psicologia, attraverso la quale poter osservare i dati generali emersi nei mesi precedenti e le proiezioni del prossimo futuro.

  1. Quali sono i dati emersi dalle rilevazioni del CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) durante questa emergenza?

È emerso un bisogno di psicologia. Da un’indagine condotta in collaborazione con I’Istituto Piepoli su un campione di 1000 cittadini è emerso che 8 italiani su 10 hanno bisogno di un supporto psicologico come aiuto per gestire questa fase e vogliono che sia il sistema pubblico ad assicurare questa assistenza. Il 62%

degli italiani pensa che avrà bisogno di un supporto psicologico per affrontare la normalità, 1 italiano su 3 ha dunque confermato di avere bisogno di questo tipo di sostegno. Da questa indagine abbiamo riscontrato anche una sorta di “emergenza di coppia”: durante la fase di lockdown sono aumentate le richieste di separazioni. Un dato emerso precedentemente, ma che è confermato anche in questa fase, è che la salute psicologica deve essere compito delle Istituzioni, non si può lasciare un’emergenza di questo tipo solo al volontariato. 

  1. Qual è il rapporto dei giovani rispetto al supporto psicologico?

La maggiore richiesta di aiuto è arrivata principalmente dalla fascia d’età sopra i 30 anni, ma abbiamo raccolto dati rilevanti anche nella fascia adolescenziale.  I giovani, durante l’emergenza, hanno considerato il web da un punto di vista social, ma non socializzante. Si sono connessi per stare in contatto con gli altri, ma restando con un grande senso di solitudine. Attualmente stiamo riscontrando anche un aumento significativo di segnalazioni, ai nostri servizi, da parte di medici di base e pediatri, di dipendenza e astinenza da tecnologia in bambini anche molto piccoli (9/12 anni). In merito a queste segnalazioni stiamo cercando di organizzare progetti dedicati.

  1. Quali disagi sono emersi maggiormente dai colloqui a sostegno psicologico, durante l’emergenza Coronavirus?

Attraverso i numerosi colloqui on-line (o anche in presenza, nei casi più gravi), nella fascia adolescenziale, abbiamo riscontrato gravi disturbi dell’ansia, del sonno e dell’alimentazione legati anche ai cambiamenti della routine. La paura è emersa soprattutto nel primo periodo e a volte è sfociata nel panico. Nella fase successiva abbiamo assistito a disturbi quali alterazione del tono dell’umore, instabilità emotiva, entusiasmi e depressioni, disagi legati anche alla comunicazione e alle informazioni discordanti ricevute da fonti ritenute attendibili. Abbiamo riscontrato un aumento nell’uso di farmaci e attacchi di panico scambiati a volte per sintomatologie di malattie cardiovascolari. 

  1. David Lazzari, presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha dichiarato che questa emergenza sanitaria diventerà sempre di più un’emergenza psicologica. Quali sono secondo Lei gli interventi indispensabili per contenerla?

In questa fase, in cui l’emergenza sanitaria – medica è più controllata, emerge un’emergenza di tipo sociale. Le Istituzioni devono essere preparate ad offrire non solo supporto nelle terapie intensive, ma supportare psicologicamente tutti coloro che ne abbiano bisogno. Nella prima fase abbiamo mobilitato 12 mila psicologici in Italia per un supporto di tipo psicologico attraverso un numero verde: in Friuli hanno aderito volontariamente 350 psicologici con oltre 2000 colloqui. L’ultimo Decreto Rilancio, ha lasciato ampio spazio alle Regioni per acquisire nuove professionalità sanitarie per l’emergenza, sottolineando la necessità anche della professionalità psicologica. Abbiamo avviato una campagna che porteremo avanti con la “Giornata Nazionale della Psicologia” che si terrà ad ottobre, dal titolo “#lasalutepsicologicaèundiritto”: un diritto di tutti e non un privilegio di pochi che possono permetterselo. 

  1. Il rientro scolastico: ritiene sia necessario un supporto psicologico agli studenti in collaborazione con gli insegnanti e le famiglie? 

Il sistema scuola è un sistema complesso e meritevole di grossa attenzione. Poter aprire sportelli scolastici di supporto a famiglie, studenti e insegnanti lo abbiamo ritenuto molto importante. Il CNOP è riuscito ad implementare a livello nazionale 1 milione di euro in fondi destinati alle scuole. Nell’ultimo decreto Rilancio, diventato legge, si parla di 3 milioni di euro da destinare alle scuole per l’apertura di sportelli di sostegno psicologico.  Se le scuole ne faranno richiesta, essendo questa una scelta legata all’autonomia scolastica, potranno attingere a queste risorse per attivare questi sportelli di supporto. Come Consiglio regionale (Friuli Venezia Giulia) dell’Ordine degli psicologi provvederemo a comunicare a tutti gli Istituti i riferimenti di legge e la modulistica per richiedere l’attivazione di questo sportello. 

  1. Può dare qualche consiglio per un sereno rientro scolastico?

Le linee guida generali non danno oggi certezze e garanzie alle famiglie in un sistema complesso come quello scolastico. Ci sono troppi punti interrogativi, per cui consiglio primariamente di ottenere anticipatamente le informazioni organizzative (palestre, corridoi, lezioni, orari, accessi…) relative all’Istituto di proprio interesse. Molti dei disagi tra i giovani sono riconducibili alla mancanza di routine, disordini degli stili di vita legati al periodo estivo in generale e al periodo di lockdown nello specifico. E’ necessario riprendere ritmi sonno-veglia e abitudini alimentari  almeno due settimane prima dell’inizio della scuola. 

Grazie alla lungimiranza del dott. Calvani nel 2018 abbiamo lanciato con l’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia la prima call rivolta a tutti i professionisti  della regione per avviare un progetto sperimentale di primo ascolto attraverso la nostra piattaforma digitale VALORY APP. Successivamente anche l’Ordine dell’Emilia Romagna ed altri colleghi del Trentino, Lombardia e Sicilia hanno aderito, contando oggi oltre 60 professionisti.

L’obiettivo del progetto è duplice:

1. avvicinare la figura dello psicologo alle nuove generazioni attraverso un sistema che garantisce risposte personalizzate via chat tutelando l’anonimato;

2. dare un supporto ai centri d’ascolto scolastici e soprattutto territoriali ai quali gli utenti vengono rinviati sulla base dei sintomi riscontrati.  

Il VALORY PSY TEAM durante la presentazione di lancio di VALORY APP IL 19.01.19. Guarda il video completo qui.

Crediamo nel valore della professionalità e la mettiamo al servizio delle nuove generazioni.

Scritto da Linda Lato