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VALORY APP: IL PRIMO SOCIAL RESPONSABILE AL SERVIZIO DEI GIOVANI – Intervista a cura di STARTUP GEEKS

VALORY APP: IL PRIMO SOCIAL RESPONSABILE AL SERVIZIO DEI GIOVANI – Intervista a cura di STARTUP GEEKS

Intervista a  Simona Dell’Utri, Founder di Bevalory, startup innovativa a vocazione sociale che offre servizi innovativi di supporto alla crescita personale e professionale dei giovani attraverso una piattaforma digitale ideata ad hoc per ragazzi dai 16 ai 29 anni.

 

Ciao Simona! Cos’è e come è nata Valory App?

Valory nasce da uno sguardo attento verso i giovani e verso ciò che loro ci vogliono comunicare in modo più o meno esplicito. Un treno con un gruppo di ragazzi con il cellulare in mano e un muro che passa veloce con una scritta “voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho” (by Ligabue). Da qui un’intuizione! Perché non trasformare il mondo digitale in uno strumento sicuro e stimolante dove i giovani possano trovare contenuti filtrati, destinati ad un loro coinvolgimento attivo? Perché non dare loro la possibilità di entrare in contatto con dei professionisti per ricevere delle risposte personalizzate per evitare fake news e risposte generiche?

Così nasce l’idea di usare un social come acceleratore di abilità personali dedicato alle nuove generazioni.

La Valory Generation racconta le sue passioni attraverso contenuti di valore, attiva un percorso di arricchimento personale per accrescere la consapevolezza in sé stessi e nelle proprie capacità, grazie al confronto con allenatori di successo, guardando al futuro con più positività.

Il vostro target è molto giovane. Quali sono le potenzialità delle nuove generazioni?

Abbiamo voluto ampliare il nostro target aprendo le braccia a ragazzi dai 16 ai 29 anni perché l’età della “maturità” si è dilatata a causa dell’incertezza nel futuro, sono infatti oltre 2 milioni i giovani NEET che preoccupano Istituzioni, genitori ed educatori più in generale.

Una generazione di nativi digitali, chiamata down-look ma per noi di VALORY patrimonio del Futuro che verrà.

Quali sono le potenzialità? Sono IPER in tutto.

iper-connessi: iper-veloci: iper-realistici: iper-critici:

Godono di una velocità di elaborazione delle informazioni per noi adulti difficile da gestire, vivono in una dimensione che corre alla velocità della luce e sono affamati di risposte che reperiscono facilmente con un click.

Cosa vogliamo noi di Valory? Noi vogliamo investire sulle loro capacità, fortificando le loro life-skills attraverso un meccanismo di gamification che li renda pro-attivi già nel mondo digitale e che inneschi in loro la voglia di diventare consapevoli protagonisti della loro vita anche durante eventi Live che organizziamo su tutto il territorio.

Tutto questo è possibile grazie al coinvolgimento di professionisti ed esperti in diversi settori che entrano in contatto con i ragazzi attraverso delle live chat, per approfondire le loro passioni, dar loro consigli, aiutandoli a trovare la propria strada verso il futuro.

A dare un valore aggiunto al vostro prodotto è la partnership con l’Ordine degli Psicologi. Qual è il ruolo dei partner in una startup, come si creano sinergie tra realtà diverse?

La creazione di alleanze è un passaggio fondamentale per una start-up, i partner strategici sono degli interlocutori lungimiranti che vedono in te quello che sarai da lì ad un lasso di tempo non ben definito.

Grazie a loro una start-up può iniziare a costruire la propria reputazione dando credibilità al progetto che vuole sviluppare.

Per noi il riconoscimento da parte del CNOP ci ha permesso di completare il nostro servizio di supporto e orientamento offrendo professionalità qualificata ai nostri giovani, ma dando anche agli psicologi l’opportunità di avvicinarsi al loro mondo attraverso l’utilizzo di un linguaggio moderno e smart.

È una rivoluzione culturale che risponde ad un bisogno sempre più impellente.

Com’è stato il passaggio da lavoro dipendente a imprenditrice? Nel tuo caso, dall’estero sei tornata in Italia, una scelta controcorrente…

Sì, una scelta dettata dalla voglia di poter restituire al mio territorio ciò che avevo ricevuto, per questo la scelta di aprire la sede a Udine (nonostante ci fossero in lizza città come Milano, Bologna).

Ciò che dico ai nostri ragazzi è quello di alimentare continuamente la propria immaginazione, di essere curiosi di scoprire il “nuovo”, perché solo acquisendo conoscenza è possibile apprezzare e decidere in piena libertà cosa si voler essere.

Pertanto dopo aver fatto esperienze in diverse parti del mondo, ho voluto accettare la sfida di tornare in Italia per sviluppare un’innovazione sociale partendo dal mondo social.

Uno dei temi più spinosi per chi si approccia ad avviare una startup riguarda gli investimenti. Voi come vi siete mossi e quali consigli potete dare a chi sta iniziando?

Sviluppare un business model realistico è l’inizio di un lungo viaggio perché la difficoltà sta nella programmazione a lungo termine. Il contesto globale è in continua evoluzione pertanto la certezza è non avere certezza alcuna tranne quella di credere fermamente nella tua innovazione. Da lì bisogna trovare l’energia vitale per poter convincere più interlocutori possibile a sostenerti , non solo con le parole “complimenti per il progetto” ( credo di averlo sentito più di 1000 volte in un anno), ma con un impegno fattivo.

La flessibilità è la regola n°1, perché se hai preso la decisione di diventare un imprenditore, sei consapevole dei diversi ruoli che dovrai assumere (100 in uno), dei NO che riceverai e dei muri che dovrai abbattere per ritrovare la tua strada.

In Italia, solo il 13% delle startup è fondata da una donna. Secondo la tua esperienza ci sono delle difficoltà maggiori, è una questione più culturale, come si può fare per accelerare la crescita dell’imprenditoria femminile?

Credo che le donne stesse debbano sfatare questa tara culturale dell’inferiorità. Non ho mai vissuto il mio essere donna come un limite e sono consapevole delle soft skills che ognuna di noi sviluppa per la nostra natura intrinseca. Pertanto credo che questo dato sia un atto di responsabilità personale essendo consapevoli dell’impegno che una carriera imprenditoriale porta con sè.

È anche vero che se le Istituzioni agevolassero il sostegno alle famiglie e al ruolo genitoriale, ci potrebbe essere un fiorire o ri-fiorire di talenti femminili in tutti i settori.

Si dice sempre che le startup hanno una vita media molto breve e la vera sfida per crescere è superare la fase di start e considerarsi davvero un’azienda.
Quali sono quindi gli obiettivi per il futuro di ValoryApp?

Sicuramente il primo anno di vita è il più complicato tra entusiasmi e sconfitte devi fare i conti con la tua autostima e con il business plan.

Una volta che ti sei assestato e hai trovato un equilibrio (ricordati sempre in continuo mutamento), allora puoi considerarti un’azienda pronta a raggiungere il primo di tanti traguardi.

Per Valory l’obiettivo primario è quello di creare un processo virtuoso e responsabile sviluppando alleanze tra giovani e adulti, per generare valore per tutti.

Per fare questo dobbiamo farci conoscere in modo virale facendo capire ai nostri partner che attraverso VALORY sostengono il primo Social Responsabile valorizzando la propria CSR, mentre i giovani diventano protagonisti consapevoli del loro futuro.

Trasformiamo il virtuale in opportunità Reali.

Un altro progetto ambizioso è quello di poter far conoscere VALORY in tutte le scuole d’Italia come strumento di supporto allo sviluppo delle soft skills dei propri studenti e all’orientamento digitale grazie a professionisti al loro servizio.

Tutto questo verrà raccontato attraverso un documentario “La Buona Scuola Italiana” realizzato dagli stessi studenti e presentato al MISE entro l’anno prossimo.

Grazie Simona e in bocca al lupo!

Intervista a cura di Simona Mapelli. 

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Essere alla Moda o fare Moda: Intervista a Iamara Mariani

Essere alla Moda o fare Moda: Intervista a Iamara Mariani

Ti piace seguire la moda o diventarne protagonista? Una scelta difficile per un appassionato del mondo fashion. Oggi, grazie anche alla diffusione dei social, seguire stili e tendenze è alla portata di tutti. Fare moda , invece , è un’altra cosa: serve talento, impegno e studio.  Creare uno stile che tutti possano seguire, rendendolo credibile. Creatività e competenza sono alla base per chi vuole lavorare nel mondo della moda, l’una completa l’altra.

Abbiamo incontrato e intervistato Iamara MARIANI, Direttrice dell’Istituto di moda Sgrigna di Roma, per capire come orientarsi nel mondo della formazione nel settore della moda. Un’occasione di approfondimento anche sulle offerte formative dell’Istituto e la sua organizzazione.
L’Istituto è nato per trasformare i suoi studenti in veri e propri Artisti, partendo dalle basi del disegno per sviluppare al meglio uno stile personale, fino alla realizzazione dei capi.

COME E’ NATA L’IDEA DI CREARE UNA SCUOLA DI MODA?

Questo istituto ha una lunga storia perché nasce dal sapere di mia madre che l’ha fondata 40 anni fa. Lavorava da quando aveva 13 anni e per tanti anni ha fatto formazione presso importanti e rinomate case di Alta Moda. Poi ha deciso di aprire scuole di modello e confezione che miravano alla formazione della parte pratica. Successivamente ho deciso di dare continuità al progetto di mia mamma, ampliando l’offerta formativa e abbracciando le altre materie (design accessori, design gioielli, corso di grafica di moda…). La scuola ha mantenuto comunque negli anni, le stesse idee , cioè  formare i ragazzi da zero, senza l’utilizzo di voti e considerando ogni singolo studente in maniera individuale.

CHI E’ IAMARA MARIANI

Provengo da un percorso artistico e, una volta conclusa l’ Accademia delle Belle Arti, ho messo a disposizione le mie competenze creative all’interno della Scuola, introducendo e insegnando la parte grafica e design di moda. Ho voluto pensare ad un percorso completo, che parte dal disegno e arriva alla sua creazione. Abbiamo introdotto, ad esempio, il Corso di designer di gioielli, che vede la realizzazione di un vero e proprio gioiello dalla sua ideazione.

 

QUALI SONO GLI SBOCCHI PROFESSIONALI

I nostri studenti vengono preparati al mondo del lavoro, perché imparano lavorando realmente. Gli sbocchi professionali sono moltissimi: dalla figura del sarto ai ricercatissimi ricamatori negli ateliers. Negli ultimi anni c’è anche una richiesta di orafi  e di professionisti nelle confezioni di  costumi da ballo professionali. Queste figure sono complete e trasversali, perché devono avere non solo competenze di disegno, ma anche abilità nell’utilizzo e nel ricamo di tessuti elasticizzati.
La caratteristica principale dei nostri diplomati è che hanno competenze complete (dal taglio, al cucito, al design). Se da un lato, nel mondo del lavoro, è richiesta una forte specializzazione pratica, dall’altra vengono richieste figure professionali flessibili capaci di adattarsi alla domanda che cambia. Chi vuole fare lo stilista deve saper fare il modellista, sapere di moda, saper fare un corsetto o saper lavorare con gli accessori.

CHIUNQUE PUO’ PARTECIPARE A QUESTI CORSI?

Ai nostri corsi può partecipare chiunque: chi parte da zero o chi vuole perfezionarsi. C’è la possibilità di studiare su 4  livelli:  il primo è BASE , il secondo è PERFEZIONAMENTO, il terzo e il quarto  sono QUALIFICHE PROFESSIONALI. In base alle proprie necessità, è possibile raggiungere lo stesso traguardo nel rispetto delle proprie capacità e disponibilità di tempo. E’ infatti possibile la frequenza anche una volta a settimana.

QUAL E’ L’ETA’ MINIMA DEI CORSISTI CHE ACCOGLIETE?

L’età minima è di 13 anni e non c’è un’età massima. Da noi arrivano molti studenti universitari che possono, con una frequenza di una volta a settimana, formarsi sulla parte pratica che, generalmente, è assente in altri percorsi di studi.

NELL’AMBITO DELLA MODA ESISTONO MOLTISSIME FIGURE PROFESSIONALI E ANCHE VOI PROPONETE PIU’ PERCORSI FORMATIVI: COME PUO’ UN GIOVANE APPASSIONATO (ED INESPERTO) DI MODA TROVARE IL PERCORSO PIU’ GIUSTO?

Il giovane viene accolto attraverso un percorso di orientamento personalizzato. Prima dell’inizio dei corsi, viene fatto un colloquio conoscitivo e orientativo per capire aspettative, competenze e passioni. Nelle due settimane successive il candidato ha la possibilità di FREQUENTARE GRATUITAMENTE diverse discipline per poter definire insieme un piano formativo fatto su misura. Questo metodo didattico favorisce l’apprendimento aprendo nuovi orizzonti professionali e di conoscenza.

COME SONO SELEZIONATI I DOCENTI?

I docenti hanno esperienza nell’alta moda sartoriale e tutti hanno competenze trasversali. Ogni insegnante è a capo di un corso in base alla sua specializzazione e tutti hanno un bagaglio d’ insegnamento forte da trasmettere a coloro che ci scelgono.

COME SI DIFFERENZA QUESTO ISTITUTO DI MODA DAGLI ALTRI?

Ci sono moltissime scuole di moda in Italia, ma spesso sono orientate ad approfondire tematiche più teoriche e hanno un numero di studenti molto elevato.
La nostra Scuola, invece, accoglie l’esigenza del mercato del lavoro, che richiede figure formate e preparate a livello pratico. Questo può essere garantito con un numero limitato di studenti: i nostri corsi infatti sono a numero chiuso. Le nostre classi sono in media di 8 persone, per il design invece dove il confronto e la contaminazione sono importanti arriviamo a 10.
Un’altra differenza sostanziale è nella totale personalizzazione del percorso didattico, lasciando ampia flessibilità al corsista sulla frequenza e sugli orari, con la possibilità di recuperare le ore di lezione perse o di cambiare i giorni di lezione.

QUAL E’ LA PROPORZIONE TRA TEORIA E PRATICA NEI VOSTRI CORSI?

La caratteristica principale di questa Scuola è essenzialmente l’orientamento alla formazione pratica. Accanto alle lezioni teoriche, gli studenti possono approfondire e CONOSCERE l’Arte di fare moda attraverso laboratori ed esercitazioni pratiche per garantire una formazione completa e allineata con le richieste del mercato del lavoro.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE PER LAVORARE NEL MONDO DELLA MODA?

La formazione è importante e indispensabile se si vuole vivere di moda. Alcuni giovani che incontro sono molto creativi, ma questo non basta perché mancano di basi pratiche che vanno apprese con l’impegno e il duro lavoro. La scuola di moda rappresenta anche un terreno di confronto con sé stessi con la propria motivazione e l’impegno che si decide di investire. La Scuola di Moda insegna a FARE moda, non a seguirla. E’ un’opportunità per l’allievo di conoscenza della moda, che crea basi solide per creare uno stile proprio.

COME E’ CAMBIATO IL MERCATO DELLA MODA NEGLI ULTIMI DIECI ANNI?

Quello che cambia oggi è la perdita del tradizionale approccio Made in Italy, con la scomparsa di figure come i designer o i di progettisti della moda. Solo negli Atelier da sposa si conserva la vecchia metodologia con le figure dei progettisti, dei designer che creano una propria collezione, che viene strutturata, pensata e realizzata . Si è tutto industrializzato, si lavora a distanza e prettamente con l’utilizzo di programmi digitali (Photoshop e Illustrator).

AVETE UN COLLEGAMENTO SCUOLA – LAVORO?

All’interno del nostro sito abbiamo una vetrina virtuale dove i nostri corsisti più talentuosi possono promuoversi e dove le aziende possono accedere gratuitamente per cercare profili da inserire all’interno del loro organico. Abbiamo, inoltre, una collaborazione con uno spazio a Roma dove i corsisti possono esporre e vendere le proprie creazioni pagando semplicemente un affitto. Possono occuparsi e concentrarsi sulla produzione e la vendita dei loro prodotti tralasciando tutti gli aspetti burocratici. Rappresenta, insomma, un laboratorio dove poter sperimentare una vera e propria attività.  Ci rendiamo, inoltre, disponibili a supportare gruppi di lavoro che partecipano ad eventi nazionali.

UN CONSIGLIO UTILE PER CHI VUOLE SEGUIRE QUESTA STRADA

Il consiglio che sento maggiormente di darvi è quello di non precludersi strade.
Noi avevamo una studentessa messicana che si era iscritta per fare un corso di modello, taglio e confezione. Io, però, avendo visto in lei una predisposizione nella realizzazione dei cappelli, l’ho incentivata a seguire questo corso e oggi ha aperto una famosissima cappelleria in Messico, nota anche sul web. A volte, si scoprono passioni che neanche si sanno di avere e noi promuoviamo questa scoperta offrendo la possibilità di frequentare altri corsi.

La strada la puoi fare solo quando conosci e hai la possibilità di scegliere, ma se non conosci non puoi scegliere.

 

Si ringrazia Linda Lato per l’articolo.

L’arte della Pizza – Intervista a Lorenzo Collovigh

L’arte della Pizza – Intervista a Lorenzo Collovigh

Sei un appassionato del mondo Food e vuoi investire nella conoscenza di un mestiere antico e  di valore come quello della pizza? Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore,  la produzione giornaliera di pizze  in tutto il Paese è di 8 milioni , le aziende che vendono pizza sono quasi 127 mila e i pizzaioli impiegati sono quasi 105 mila per raddoppiare nei fine settimana.  I rapporti nazionali della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) parlano di una mancanza di 6.000 pizzaioli altamente preparati!
Numeri da capogiro che danno la misura di quanto questo piatto , unico nel suo genere, rappresenti una risorsa per il nostro Paese. L’arte del pizzaiolo è stata proclamata Patrimonio dell’Unesco e, in Italia e nel mondo, sono davvero numerosi gli eventi che vengono organizzati per promuovere e diffondere questo patrimonio culturale.
In Aprile 2019 si è svolto a Parma il 28° Campionato Mondiale della Pizza Italiana dove hanno gareggiato 800 pizzaioli provenienti da 42 Paesi differenti. Una competizione che ha visto diverse categorie partecipanti (pizza classica, stile libero, pizza senza glutine, in teglia, napoletana STG, in pala, pizza più larga, pizza a due – creata da uno chef insieme ad un pizzaiolo -, pizzaiolo più veloce) e che ha visto protagonista e vincitore per la Categoria Pizza Napoletana STG (Specialità Tradizionale Garantita) Lorenzo Collovigh, maestro pizzaiolo friulano e titolare della Scuola della Pizza Italiana a Udine. Lo abbiamo intervistato per approfondire quali sono le nuove opportunità per chi sceglie questa strada.

COME HAI INIZIATO LA TUA ATTIVITA’ DI PIAZZAIOLO E QUALI SONO STATE LE TAPPE PIU’ IMPORTANTI DELLA TUA CARRIERA?

La mia passione per questo mestiere risale a mio nonno che lavorava nel settore della panificazione. Mi è rimasta nella memoria l’odore dei panifici e del pane . La mia esperienza nel settore food è di 25 anni e , dopo un primo inizio nel settore commerciale, ho iniziato a seguire la mia passione per la ristorazione, in particolar modo per la lavorazione della pizza. Ho iniziato con pizzerie al taglio, puntando sempre sulla qualità dell’impasto. Nel 2009 ho aperto un’attività, in società con un amico, dove offrivamo formazione HCCP e sicurezza sul lavoro e, contestualmente, nel 2010  ho aperto e inaugurato la Scuola della Pizza Italiana in Friuli. Ad oggi collaboro anche a fiere nazionali e internazionali con Show Cooking. Ho avuto il privilegio di avere numerose esperienze all’estero:  sono stato relatore in quattro Conferenze alla Fiera della ristorazione “Abastur 2018” a Città del Messico, dove ho parlato della vera pizza italiana e della sua evoluzione. Sempre a Città del Messico ho  avviato quattro corsi di pizza italiana.

COME SI DIVENTA CAMPIONI DEL MONDO?

Partecipo al Campionato mondiale della Pizza Italiana da 7 anni. Nelle scorse edizioni ho partecipato per la categoria “pizza classica” portando la “Km 0 dal Friuli “, presentando sempre impasti alternativi (lunghissima lievitazione, con pochissimo lievito, farine integrali e cereali). Questo anno ho voluto tentare e sfidare me stesso su una nuova categoria scegliendo “pizza napoletana STG” . Ho dovuto studiare un disciplinare e applicarlo durante la gara dove ho deciso di presentare una pizza marinara. Nella categoria si sono presentati in 170 e la vittoria devo ammettere che è sta inaspettata, è stata il coronamento di anni di sacrifici e duro lavoro.

PERCHE’ CREARE UNA SCUOLA DELLA PIZZA?

La pizza si è evoluta e si evolve continuamente, un processo che in cucina è in atto già da tempo: una rivoluzione che necessita di maggiori competenze per essere al passo con i tempi. Oggi si richiedono ricerca e attenzione agli ingredienti.  Non è più il tempo dei pizzaioli improvvisati, oggi il pizzaiolo è uno Chef che sa fare pizze di alta qualità.

QUAL E’ LA PROPORZIONE TRA TEORIA E PRATICA NELLA TUA SCUOLA?

Il corso è principalmente pratico. La parte teorica copre la formazione di 3 ore per il conseguimento dell’attestato HCCP (obbligatorio per operare a qualsiasi titolo nel settore alimentare) che ha validità di due anni ed è rilasciato dalla Confcommercio di cui siamo partner. La formazione teorica copre anche informazioni generali come la storia della pizza, la maturazione degli impasti, la realizzazione di ricette ad alta digeribilità, i vari tipi di farine e le loro caratteristiche.

COME SONO STRUTTURATI I VOSTRI CORSI?

Il corso base è intensivo ed è organizzato su 4 giorni per un totale di 32 ore attraverso il quale sarà possibile conseguire 3 attestati : HCCP, ATTESTATO DI PIAZZAIOLO PROFESSIONISTA BASE (riconosciuto in tutto il mondo) e Master Pizza in Teglia, Focacce, Pane. Al corso base si possono aggiungere 3 MASTER : MASTER PIZZA IN PALA, il MASTER PIZZA NAPOLETANA STG (entrambi di 8 ore e ciascuno) e  il MASTER PIZZA senza glutine (durata del corso 7 ore). Con questo ultimo Master imparerai le tecnologie degli impasti, le farine Gluten Free e gli aspetti nutrizionali. Utilizzerai alimenti senza glutine e conoscerai i trucchi della cottura e della farcitura. Un corso di 6 ore aperto a tutti e svolto in collaborazione con istruttori dell’A.I.C. FVG, con la mia supervisione.
Le classi sono formate da 15/25 allievi e hanno a disposizione 4 forni elettrici e 1 forno a legna con attrezzature all’avanguardia. E’ un corso che ha come scopo il rapido inserimento nel mondo del lavoro.

CHI SONO I DOCENTI/ISTRUTTORI?

La squadra degli istruttori è costituita da me, un altro istruttore qualificato che ha più di 25 anni nel settore della ristorazione e un altro mio ex allievo di notevole esperienza. Mi avvalgo occasionalmente anche di altri professionisti del settore (come ad esempio gli istruttori per la pizza  senza glutine). Tutti gli istruttori seguono ciascun corsista in ogni loro richiesta.

A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO?

Il corso è rivolto sia a disoccupati che vogliono investire in una professione che non conosce crisi, sia a pizzaioli già formati che però vogliono qualificarsi e migliorarsi. Il corso è aperto anche ai più giovani, è rivolto proprio a tutti, qualsiasi sia la provenienza geografica: se risiedi oltre i 99 Km dalla nostra sede offriamo il soggiorno gratuito in hotel con prima colazione.

AVETE UN COLLEGAMENTO SCUOLA – LAVORO?

Abbiamo una collaborazione con una pizzeria gestita da un italiano in Polonia, nella città di Poznań, offrendo la possibilità di avere una esperienza di lavoro all’estero. Stiamo formulando accordi con varie Pizzerie per riuscire a far svolgere brevi periodi di tirocinio agli allievi frequentatori dei nostri corsi. Riceviamo , inoltre, richieste dai proprietari delle Pizzerie della Regione, che si rivolgono a noi perché siamo un punto di riferimento per la formazione di pizzaioli tecnicamente preparati. Abbiamo stretto anche una collaborazione con “Rustico Italiano” , un ristorante italiano tipico napoletano in Inghilterra,  che vede la possibilità di inserimento al lavoro per tirocinanti o pizzaioli formati presso il nostro corso.
Recente è l’accordo con un ristoratore italiano, che opera Seychelles e che ha messo a disposizione uno stage di 6 mesi per i nostri corsisti.

UN CONSIGLIO UTILE PER CHI VUOLE SEGUIRE QUESTA STRADA?

Il consiglio più importante è che bisogna metterci PASSIONE, come del resto in tutti i lavori. Questo è un lavoro che non ha orari e che richiede davvero molta fatica, anche fisica. Solo la passione per questo mestiere e per la cucina in generale può permetterti di fare la differenza e di raggiungere grandi successi, che sia quello di aprire un locale o di lavorare come maestro pizzaiolo. Serve sicuramente studiare e investire tempo nell’apprendimento… Il miglior investimento sul futuro è quello su stessi!

Sito: https://www.scuoladellapizza.com/corso-pizzaiolo-base/

 

Si ringrazia Linda Lato per l’articolo.