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Ogni anno si svolge a Davos, un comune della Svizzera di 11.000 abitanti, il World Economic Forum (WEF).
In questa occasione Amministratori Delegati di aziende strategiche, leader, accademici e numerose altre personalità influenti a livello globale si riuniscono per discutere su temi globali particolarmente rilevanti da un punto di vista economico.
Nel Convegno che si è tenuto a gennaio 2020 nella lista degli invitati italiani figurano il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e degli Affari Europei, Vincenzo Amendola; tra i grandi manager del Paese figurano la Presidente dell’Eni Emma Marcegaglia, il l’A.D. di Generali Philippe Donnet, di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, di Mediobanca Alberto Nagel, i Presidenti di Geox Mario Moretti Polegato, di Illycaffé Andrea Illy ,di Ariston Thermo Paolo Merloni, di Technogym Nerio Alessandri.

A livello internazionale la novità di quest’anno è sicuramente la presenza di Donald Trump.

Il Convegno ha cadenza annuale fin dal 1971 e nello specifico, in “Future of Jobs”, report del World Economic Forum del 2018 sono state elencate le 10 skills fondamentali nel futuro del lavoro.

Scopo del rapporto “The Future of Jobs” è fornire strumenti in grado di supportare le criticità che devono affrontare aziende, governi e lavoratori nel prossimo futuro.

Negli anni passati le analisi realizzate da esperti del settore, erano concentrate su un futuro a lungo termine, guardando al futuro del lavoro nel 2030, 2040 o 2050. Il recente rapporto e le edizioni prossime, invece, mirano ad offrire una proiezione temporale a 5 anni (2018-2022) considerando i veloci cambiamenti strutturali del mercato del lavoro. Una visione certamente più aderente alla realtà, visto il recente e imprevedibile evento pandemico che ha cambiato decisamente il futuro del mercato del lavoro. Un’analisi a breve termine sicuramente si discosta meno dalla previsione fatta, offrendo l’opportunità di rivalutare la direzione intrapresa e i possibili adeguamenti.

Vediamo la classifica in ordine di rilevanza:

1) Problem solving in situazioni complesse

Contesti sempre più complessi e dinamici richiedono una forte capacità di gestione, adattamento e  risoluzione di problemi.
E’ da tenere presente, però, che in settori sempre più tecnici questa abilità nel futuro potrebbe diventare meno determinante perché la tecnologia potrebbe automatizzare processi complessi.

2) Pensiero critico

È l’abilità di pensare in maniera analitica. Pensare in modo razionale consente di risolvere problematiche in maniera sistematica, rilevando eventuali incoerenze o errori di ragionamento.


3) Creatività

Se da un lato la tecnologia automatizzerà processi complessi, dall’altro diventeranno sempre più necessarie abilità creative, che sapranno fare la differenza adattandosi in maniera originale a situazioni e mercati variegati. 

4) Gestione delle persone 

Questa capacità risulta strategica soprattutto per i manager e include capacità quali comunicazione, leadership, delega e motivazione. Le capacità di un manager nella gestione delle persone può fare la differenza tra un team produttivo e motivato e un team incostante, demotivato e con risultati scadenti.

5) Coordinamento con gli altri

Il lavoro di squadra è fondamentale non solo per la crescita di un’azienda, ma anche per il raggiungimento degli obiettivi chiave. Lavorare in team significa sapersi coordinare, organizzare e comunicare.

6) Intelligenza emotiva

Una delle competenze più “trasversali” è proprio la gestione efficace delle emozioni (proprie e degli altri) e la capacità di riconoscerle e comprenderle. Un’abilità decisamente di grande impatto in questo momento specifico che ci vede disorientati.


7) Capacità di giudizio e prendere decisioni

A tutti i livelli professionali c’è la necessità di prendere decisioni più o meno importanti. Il processo decisionale è, dunque, un’abilità richiesta in molte aziende perché necessaria in molte situazioni e  in molte aree aziendali, dalle attività quotidiane a progetti più complessi o situazioni impreviste. 

8) Orientamento al servizio

E’ una predisposizione a rendersi attento e collaborativo riguardo le esigenze delle persone. E’ una competenza utile nella gestione del cliente e che in un mercato altamente concorrenziale può fare la differenza perché saper ascoltare e  prevedere un bisogno, può anticipare la soddisfazione del cliente prima degli altri.

9) Negoziazione

Questa abilità si manifesta in ogni occasione, anche nella vita privata. E’ la capacità di affrontare e risolvere “confronti” e che, se proiettata su scenari internazionali, richiede anche la conoscenza di culture diverse nel dialogo della negoziazione. E’ affinata dalla capacità di ascolto e osservazione.

10) Flessibilità

E’ una capacità che in questo momento emerge e risalta. In un periodo di improvviso e inaspettato cambiamento come quello attuale, l’abilità di essere flessibili ai nuovi contesti e ai nuovi strumenti diventa strategica.

10 Soft Skills classificate e pronte ad essere condivise con i nostri ragazzi su Valory app per far conoscere loro quelle che possiedono e quelle che invece sono pronti ad allenare.

Scritto da Linda Lato

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